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La Germania sapeva. Terroe, genocidio, vita quotidiana. Una storia orale

La Germania sapeva. Terroe, genocidio, vita quotidiana. Una storia orale

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  • ISBN: 9788804575610
  • Autore:Eric A. Johnson,Karl-Heinz Reuband
  • Editore:Mondadori
  • Edizione:2008

Descrizione

Gli orrori del regime nazista e dell’Olocausto sono stati raccontati e documentati innumerevoli volte, ma da sempre una domanda resta senza una risposta precisa: i tedeschi sapevano quali terribili azioni si compivano in loro nome? Sapevano che i loro concittadini ebrei venivano sistematicamente sterminati, che handicappati e disturbati mentali erano soppressi, che il regime e l’uomo che loro stessi avevano votato in massa operavano concretamente per gettare il mondo nella barbarie più profonda? Eric Johnson, ha condotto insieme al sociologo tedesco Karl-Heinz Reuband un’accurata ricerca per rispondere a queste inquietanti domande. Da un’accurata e amplissima serie di interviste con tedeschi, ebrei e non ebrei, all’epoca simpatizzanti o oppositori dei nazisti, provenienti da tutte le classi sociali e regioni della Germania, emerge una sconvolgente storia orale del nazismo, in cui è il popolo tedesco a raccontare e raccontarsi, facendo luce sulla realtà quotidiana, ma anche sulle responsabilità e le complicità di tanti e sull’umanità e innocenza di pochi. La verità, è che almeno un terzo dei tedeschi sapeva dell’Olocausto nei mesi in cui esso stava avendo luogo, così come molti erano a conoscenza dei crimini commessi dai nazisti in patria e nelle terre conquistate, ma che la popolarità di Hitler e del partito nazista era così forte e diffusa che raramente lo stato totalitario dovette impiegare terrore e repressione per assicurarsi la fedeltà del paese.

Eric A. Johnson,Karl-Heinz Reuband
Mondadori
2008
9788804575610

  • si apud bibliothecam hortulum habes, nihil deerit
    Cicerone
  • Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che deve dire.
    Italo Calvino
  • Senza un occhio che lo legga, un libro reca segni che non producono concetti, e quindi è muto
    Umberto Eco